Cari amici.
Abbiamo fallito... però insistiamo!
Abbiamo fallito ma insistiamo col nostro progetto di umanizzazione del mondo.
Abbiamo fallito e continueremo a fallire una e mille volte perché cavalchiamo sulle ali di un uccello chiamato "tentativo" che vola al di sopra delle frustrazioni, delle debolezze e delle piccolezze.
È la fede nel nostro destino, è la fede nella giustezza della nostra azione, è la fede in noi stessi, è la fede nell'essere umano, la forza che anima il nostro volo.
Perché non è la fine della Storia, né la fine delle idee, né la fine dell'uomo, e non è neppure il trionfo definitivo della malvagità e della manipolazione, per questo possiamo sempre tentare di cambiare le cose e cambiare noi stessi.
Questo è il tentativo che vale la pena vivere perché è il proseguimento delle migliori aspirazioni della gente buona che ci ha preceduto. È il tentativo che vale la pena vivere perché è il precedente per le future generazioni che trasformeranno il mondo.
Due grandi anime che hanno lottato contro la discriminazione e l'ingiustizia accompagnano il nostro incontro. Guide ispiratrici della non-violenza: Mahatma Gandhi e Luther King, conobbero il fallimento ma non cessarono mai il loro tentativo. Oggi sono molto presenti nella nostra mente e nel nostro cuore.
In questo mondo disgraziato in cui la forza e l'ingiustizia spadroneggiano nei campi e nelle città, come si pensa di porre fine la violenza?
Forse pensano di essere un esempio ispiratore per le nuove generazioni quando travestiti da video game inveiscono contro il mondo; quando minacciano facendo mostra del peggiore teppismo; quando, infine, inviano i loro ragazzi ad invadere, a uccidere e a morire in terre lontane. Questa non è una buona strada né un buon esempio.
Forse pensano che tornare alle primitive pratiche della pena di morte, sarà un grande esempio sociale.
Forse pensano che penalizzando progressivamente il delitto commesso da ragazzini, scomparirà il delitto... o scompariranno i ragazzini!
Forse credono che trasferendo la pratica del "pugno duro" nelle strade, le strade saranno sicure.
Certamente questi problemi esistono e attualmente si moltiplicano, ma dall'approccio violento alla violenza non ne deriverà la pace.
Non risulterà la pace da questa visione zoologica della vita che sostiene la lotta per la sopravvivenza, la lotta per il predominio del più adatto. Non avrà successo questo mito. Non risulterà la pace manipolando le parole o censurando le genuine denunce che vengono fatte contro ogni sopruso e ogni atrocità che si commette contro gli esseri umani. A questo punto farò attenzione a non menzionare i "diritti umani" perché anch'essi sono stati svuotati di contenuto e falsati nel loro significato. Oggi succede che si bombarda popolazioni indifese per proteggere i loro diritti umani...
Non risulterà la pace da questa visione zoologica della vita che sostiene un ordine sociale basato su premi e castighi trasportando l'addomesticamento animale all'onorato cittadino che comincia ad allenarsi alla diffidenza, alla delazione e a mercanteggiare i suoi affetti.
"Ma bisogna fare qualcosa", si sente dire dappertutto. Va bene, io dirò cosa bisogna fare, ma non servirà a niente dirlo perché nessuno l'ascolterà.
Io dico che nell'ordine internazionale, tutti quelli che stanno invadendo territori dovrebbero ritirarsi immediatamente e rispettare le risoluzioni e raccomandazioni delle Nazioni Unite.
Dico che nell'ordine interno delle nazioni si dovrebbe lavorare per far funzionare la legge e la giustizia per quanto imperfette, prima di indurire leggi e disposizioni repressive che cadranno nelle stesse mani di quelli che ostacolano la legge e la giustizia.
Dico che nell'ordine domestico la gente dovrebbe fare ciò che predica uscendo dalla sua retorica ipocrita che avvelena le nuove generazioni.
Dico che nell'ordine personale ognuno dovrebbe sforzarsi per riuscire a far coincidere ciò che pensa con ciò che sente e con ciò che fa, modellando una vita coerente e sfuggendo alla contraddizione che genera violenza.
Ma niente di quello che dico sarà ascoltato. Ciò nonostante, gli stessi avvenimenti faranno sì che gli invasori si ritirino; che i duri siano ripudiati dalle popolazioni che esigeranno il semplice adempimento della legge; che i figli rimproverino ai padri la loro ipocrisia; che ognuno rimproveri sé stesso per la contraddizione che genera in sé e in coloro che lo circondano.
Siamo alla fine di un oscuro periodo storico e ormai nulla sarà come prima. Poco a poco comincerà a schiarirsi l'alba di un nuovo giorno; le culture cominceranno a capirsi, i popoli sperimenteranno un'ansia crescente di progresso per tutti comprendendo che il progresso di pochi finisce nel progresso di nessuno. Si, ci sarà pace e per necessità si comprenderà che si comincia a profilare una nazione umana universale.
Nel frattempo, noi che non siamo ascoltati lavoreremo a partire da oggi in tutte le parti del mondo per fare pressione su coloro che decidono, per diffondere gli ideali di pace in base alla metodologia della non-violenza, per preparare il cammino dei nuovi tempi.
Si, vale la pena che questo Messaggio e questo Umanesimo Universalista prendano forza. Vale la pena che la gente giovane incrementi questa Forza Morale come una variabile della Storia... che questo fiume sia incontenibile e si senta il suo rumore in tutte le lingue della Terra. Allora, le nuove generazioni cominceranno ad insegnare a quelle adulte con un nuovo affetto e una nuova comprensione.
Infine, amici, io vorrei condividere con tutti questa certezza profonda che dice: "il Sacro è in noi e nulla di male può succedere in questa ricerca profonda dell'Innominabile". Credo che qualcosa di molto buono succederà quando gli esseri umani incontrino il Senso tante volte perduto e tante volte ritrovato nelle svolte della Storia.
Io vorrei, amici, che si sentisse il Messaggio del Profondo. Non è un Messaggio chiassoso, è un messaggio molto sommesso che non lo si può ascoltare quando lo si vuole afferrare.
Io vorrei, amici, trasmettere la certezza dell'immortalità. Ma, come potrebbe ciò che è mortale generare qualcosa immortale? Magari dovremmo domandarci come è possibile che ciò che è immortale generi l'illusione della mortalità.
Che buono è stare qui assieme a considerare il presente ed il futuro. Che buono è che in questo momento stiano assistendo a questo incontro migliaia di amici di differenti latitudini. Ma, d'altra parte, ormai non c'è bisogno che cerchiamo luoghi lontani per esprimerci senza offendere nessuno, perché queste parole stanno arrivando molto lontano. Quindi bisognerà chiedere scusa a coloro che si siano sentiti aggrediti dalle nostre parole che senza dubbio non volevano essere personali ma piuttosto si volevano riferire a situazioni e a momenti storici precisi.
Mentre le parole muoiono con calma i nostri sguardi le sostituiscono...
I nostri sguardi si incontrano e si comprendono in profondità.
Salutiamo tutti con tutto il cuore.
SILO